Alessandria città ciclabile? L'apparenza inganna.
La stampa locale ha dato conto della classifica nazionale sulle città ciclabili redatta da Legambiente, nella quale Alessandria vola al 23° posto.
Il Sindaco ne è fiero, perché si tratta di una rimonta sorprendente.
E molti cittadini, in effetti, ne sono "sorpresi": soprattutto perché tale posizione sembra paradossale.
Non è credibile infatti che la situazione della ciclabilità in Alessandria appaia simile a quella di altre città che nella graduatoria risultano vicine, ma che nella realtà sono lontane anni luce, come Parma o Bolzano, dove ad esempio risulta che il numero di spostamenti quotidiani in bicicletta sia superiore a quelli in automobile.
Si tratta dunque di un errore? No, la ragione principale è legata ai parametri che sono stati considerati: chilometri di piste ciclabili, estensione di Zone a traffico limitato, di Isole pedonali, di Zone a 20 o 30 km/h.: tutti fattori che contribuiscono a incentivare l'uso della bicicletta. E andando a verificarli, ci renderemo conto che tra l'apparenza e la sostanza la differenza è abissale.
Le piste ciclabili alessandrine infatti sono un calvario: disseminate di ostacoli, interrotte continuamente, a volte si dissolvono improvvisamente nel nulla: non garantendo la sicurezza di chi le percorre risultano in alcuni casi inutili, quando non addirittura un fattore di ulteriore pericolo. E poi, i chilometri realizzati nel 2010 in stradine come via Penna, via Sassi, o via Civalieri, sono inutili, perché - lo sa qualsiasi tecnico della viabilità - le piste ciclabili servono solo sulle direttrici importanti, per tenere separate tipologie di traffico tra loro incompatibili.
Che dire poi della beffa delle Z.T.L. realizzate in periferia, in strade senza traffico, a volte neppure asfaltate o addirittura in cui era già vietata la circolazione? Delle Isole pedonali invece è impossibile parlarne, semplicemente perché nella nostra città sono praticamente inesistenti.
Quanto infine alle Zone 30, paiono destinate anche queste solo a una funzione di facciata: è quello che sta accadendo per esempio al Cristo, dove quasi tutte le vie sono diventate a 30 Km/h, semplicemente tracciando sull'asfalto una segnaletica - quasi invisibile e neppure a norma - senza nemmeno adeguare quella verticale, e senza adottare altri provvedimenti di limitazione e controllo della velocità.
In definitiva quindi il balzo in avanti di Alessandria nella classifica sulla ciclabilità è supportato dai dati, ma non dai fatti. Peraltro, grazie al pungolo costante venuto dai cittadini, qualche piccolo miglioramento negli ultimi anni c'è stato, perlomeno sul piano della percezione del problema; e il segno più evidente ne è l'istituzione di un Ufficio Biciclette, un provvedimento potenzialmente importante per migliorare il grado di ciclabilità di una città. Il Sindaco, enumerandone le competenze, ne ha però tralasciata una fondante: quella di essere punto di raccordo tra le istituzioni e le associazioni che da sempre sostengono il tema centrale della bicicletta come mezzo alternativo all'automobile, per una sua diffusione sia per la mobilità urbana, sia per un turismo più consapevole e sostenibile.
Claudio Pasero
gliamicidellebici
FIAB - FEDERAZIONE ITALIANA AMICI DELLA BICICLETTA |