| L'aria in città
negli ultimi giorni è tornata ad essere irrespirabile.
Lo constata facilmente chiunque si muova in bicicletta o chi abbia anche piccoli problemi legati alla respirazione; o anche chi arrivi in alessandria da fuori città. Da diversi giorni siamo evidentemente ben al di sopra dei limiti massimi di tolleranza; del resto anche gli strumenti di rilevazione lo confermano; basta andare sul sito del comune per rendersene conto; chi volesse farlo avrebbe però anche la sorpresa di accorgersi che nei dati forniti dall'ufficio ecologia c'è un buco di due giorni; per tre giorni sono stati superati i limiti, poi i dati mancano per due giorni, e quando riprendono sono nuovamente oltre la soglia massima. La prima cosa che viene in mente è che, nonostante la mancanza di questi dati per due giorni, risulta evidente che la situazione è allarmante; quindi sicuramente l'Amministrazione provvederà comunque, intervenendo tempestivamente coi provvedimenti emergenziali previsti; poi ne viene in mente un'altra: e cioè che è già successo che l'allarme inquinamento sia scattato; e precisamente dal 31 gennaio al 4 febbraio, quando si è avuto il "superamento per 5 giorni consecutivi dei 50 microgrammi " di PM10 per mc di aria. Ma in quel caso non si è ritenuto di adottare provvedimenti di riduzione del traffico; se, ancora una volta, anche ora non si prenderanno provvedimenti, allora il buco di due giorni nei dati forniti potrebbe assumere un altro significato. Concludo la mia segnalazione con un accorato appello. Aspetto da una amministrazione di centrosinistra non solo i dovuti provvedimenti emergenziali, ma anche i segni finalmente concreti di una volontà politica volta a scoraggiare l'uso dell'auto in città, subito, con determinazione e senza timore di perdere consensi. Sarebbe per l'Amministrazione una buona occasione per qualificarsi con una identità innovativa, in grado di invertire il declino ambientale e urbano della città, riportandola in Europa Alessandria 20 marzo 2004
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