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| Scendiamo alla stazione
di San Giuseppe di Cairo, in una bella mattina di fine giugno. PercorriamoSan
Giuseppe e poi, alla rotonda, svoltiamo a destra, pedaliamo per un chilometro
e poi svoltiamo a sinistra, seguendo l’indicazione per Pallare. Arriviamo
a Carcare, dove, facendo incetta difocaccia, finiamo per attraversare un
grazioso ponte sul fiume Bormida .
Usciamo da Carcare e, dopo circa 8 chilometri di falsopiano tra i faggi, arriviamo a Pallare, ai piedidelle Alpi Liguri. Dopo 12.5 chilometri dalla partenza, giungiamo abbastanza agevolmente allalocalità Bormida, circondati dalle rose selvatiche e dai fiori dei castagni. Non visitiamo Bormida econtinuiamo il percorso, per andare ad espugnare il colle del Melogno. |
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Dopo 16.3
chilometri dalla partenza, svoltiamo a destra e cominciamo la vera e propria
ascensione…
Gli unici rumori sono quelli del vento e del canto degli uccelli. Non passa neppureun’automobile. Il nostro integratore alimentare principale è costituito da amarene. Dopo unchilometro ci imbattiamo in un moderno e gigantesco mulino a vento, per l’erogazione di energia eolica. |
| Siamo a 750 metri sul livello del mare. Saliamo e ancora saliamo, arrivando a 900 metrid’altezza e pedaliamo dentro le nuvole. Dobbiamo coprirci, perché il sole non c’è più. Un po’affamati giungiamo ad un incrocio e svoltiamo a destra, seguendo l’indicazione “colle delMelogno”. Dopo una breve discesa arriviamo a Magliolo e ci fermiamo a mangiare polenta con ifunghi al rifugio “Din” che ha davanti una terrazza dal probabile panorama incantevole, se non ci fosse la foschia... |
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Procediamo in direzione
di Calizzano, ricominciando a salire. Da un punto panoramico, a 1000metri
d’altezza, scorgiamo, in lontananza, il mare! Attraversiamo le rovine di
un forte ottocentescoe poi cominciamo a scendere. Ci immergiamo in una
stupenda faggeta, pedalando, senza fatica, tra le chiome secolari, illuminate
dal sole che sembra ritornato ad accompagnarci nel viaggio. Siamo in
una foresta magica e un incantesimo ha trasformato uomini in alberi, dalle radici avvinghiate- comein un abbraccio- alla montagna. Ci fermiamo a bere alla fonte dei “Cantugné” alla cui acqua, quasi a voler confermare le nostre suggestioni, viene attribuito un potere quasi salvifico… Scendiamo ancora e giungiamo a Frassino, frazione di Calizzano, dove, in una piccola chiesa del XV sec., dedicata a S. Bernardo, ci ripariamo da un temporale passeggero . |
| Giungiamo quindi a
Calizzano (650 metri s.l.m.) e, dopo un goloso gelato alla castagna, proseguiamo,
imboccando la s.p.47 per Garessio, la strada che unisce la Val Bormida
con la valle Tanaro; dopo circa 5 chilometri, siamo già saliti a
800 metri. Dopo un frizzante pediluvio nelle gelide acque del torrente
che ci accompagna, continuiamo a salire e, dopo 47.2 chilometri dalla partenza,
siamo in provincia di Cuneo e la salita non accenna a terminare…
Saliamo e saliamo ancora, con un temporale che ci insegue ma non ci bagna, immersi in un ambiente naturale intatto. La pendenza è circa del 6-7%. Dopo circa 3 chilometri arriviamo al colle Quazzo. Siamo a 1130 metri s.l.m. e ci troviamo davanti un insolito panorama: una cascata di nuvole scivola in mezzo alla montagna, come una colata di lava candida… |
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