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traffico una risorsa: ma per chi?
lettera pubblicata sulla stampa locale
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La densità automobilistica costituisce uno degli elementi più critici per le città italiane e distingue l'Italia nel panorama mondiale.
L'impatto del traffico veicolare con i suoi ”effetti collaterali” sulla qualità urbana è molto pesante.

Per il sindaco di Alessandria invece "il traffico in sé è un elemento positivo, perché rende viva la città."
Non è così: ciò che rende viva una città è sicuramente la possibilità di muoversi: ma tale possibilità deve essere garantita prioritariamente alle persone, non alle automobili.

Che senso ha un veicolo di 1000 chili che trasporta un solo occupante di si è no 80? o un macchinario fatto per spostarsi fermo ai semafori con il motore acceso per buona parte del suo funzionamento? o un veicolo che impiega 15 minuti per compiere un tragitto ed altri 30 per trovare un posto dove fermarsi? E un viale o una piazza declassati al ruolo di  parcheggio?

Senza contare la salute.
Nella nostra città, negli ultimi anni, si sono sempre abbondantemente superati i limiti annuali consentiti di concentrazione delle polveri sottili; e il traffico veicolare ne è stato il maggior responsabile. Questo vuol dire che decine di migliaia di persone hanno vissuto e vivono in una condizione permanente di rischio sanitario, e  segnala che finora si è fatto troppo poco per affrontare questa situazione, che  è  illegalità ed insicurezza al pari della microcriminalità.

Un sindaco queste cose le deve sapere; e allora dovrebbe responsabilmente dire, chiaro e tondo, che se non diminuisce drasticamente il numero delle auto in circolazione  nelle città, il problema resterà irrisolvibile. Non c’è marmitta catalitica, non  c’è diesel di ultima generazione, che possa risolvere il problema.
Bisogna  operare perché l’uso dell’auto in città, entrato nelle abitudini quotidiane di quasi tutti noi, diventi sempre più svantaggioso al  confronto con la scelta della bicicletta o del mezzo pubblico: per questo è decisivo che subito  si aumentino sensibilmente  le piste ciclabili, le corsie preferenziali, le zone a traffico limitato, le isole ambientali, le isole pedonali.

Costringere i cittadini all'automobile senza garantire alternative, come avviene ora nei fatti, è antidemocratico: limita le possibilità di spostamento di tutte le persone che non hanno la patente sbandierando come diritto degli automobilisti quello che si trasforma in una lesione dei diritti altrui: alla salute, alla mobilità, alla sicurezza.

Grande interesse aveva suscitato nei cittadini la proposta di Piercarlo Fabbio - quando era consigliere di minoranza - di "una serie di piccole isole pedonali connesse tra loro": che fine ha fatto quella proposta?
Quella sembrava essere una buona strada da intraprendere per tentare una soluzione accettabile: dare la possibilità ai cittadini di scegliere come muoversi in città; non escludendo del tutto le automobili, ma disincentivandone l'uso "intensivo" e permettendone una progressiva "disintossicazione" , favorita da una serie di isole collegate tra loro da percorsi "protetti".
Magari partendo dalle aree adiacenti alle scuole e da quelle a più alta vocazione commerciale.
In modo tale da trasformare la città, proiettandola nel contesto europeo: con meno rumori, con meno inquinamento, dove spostarsi da punto a punto sia veloce e sicuro.
Come dimostrano numerose esperienze italiane ed europee, non si tratta di sogni ma di situazioni reali e, volendo, possibili.

Invece i provvedimenti presi di recente non sembrano rispondere a nessuna logica costruttiva.
Con l'istituzione di tre "finte" zone a traffico limitato, uguagliano per irresponsabilità e mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini le clamorose prese in giro cui ci aveva abituato la precedente Amministrazione in questo campo.
Non contribuiscono neppure in minima parte ad affrontare il problema e sembrano adottati "furbescamente" per aggirare i vincoli e le leggi: un comportamento difficilmente perdonabile a un ragazzino, inqualificabile se assunto da un'istituzione dello Stato.

claudio pasero
associazione gliamicidellebici - alessandria

FIAB - FEDERAZIONE  ITALIANA AMICI DELLA BICICLETTA onlus


alessandria
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