| Il Sindaco interviene in merito alle polemiche suscitate
dalle modifiche alla viabilità sul cavalcavia del Cristo
“La nostra coalizione è seria – afferma il
Sindaco Mara Scagni – perché non nasconde mai le discussioni, ma
le affronta apertamente. Tra il fingere di essere d’accordo su una questione,
celando magari perplessità, e il parlarne esplicitamente, preferisco
per carattere la seconda ipotesi, che è quella scelta dai colleghi
della Margherita per analizzare meglio i provvedimenti viabili attualmente
applicati sul cavalcavia. Provvedimenti, peraltro, oggetto nello stesso
periodo sia di approfondimento con i capigruppo di maggioranza, sia della
consapevolezza, da parte mia, della complessità dell’intervento,
che deve contemperare funzionalità e incolumità fisica dei
cittadini.
Dopo aver discusso tra noi, il confronto deve ora proseguire
obbligatoriamente con la direzione degli uffici tecnici che si sono fatti
promotori dei provvedimenti viabili. Questi, infatti – prosegue il Sindaco
- non possono essere considerati una scelta politica, soprattutto con riferimento
al posizionamento di questo o quel cartello, o altro. Certamente alcuni
interventi possono essere avvenuti in maniera non coordinata e possono
non essere stati completamente spiegati agli utilizzatori del cavalcavia.
Esiste però un fatto da cui non si può
prescindere: il cavalcavia restava l’unico punto ‘critico’ di Alessandria
non ancora affrontato compiutamente, sia per il numero di incidenti tra
automobili e ciclisti, a volte anche causati dalla disattenzione di questi
ultimi, sia per i rallentamenti sulla corsia di accesso alla città,
per cui ci è stata chiesta una tempestiva soluzione da più
parti. Il raddoppio delle corsie ha già consentito di fluidificare
il traffico, e questo è un dato inconfutabile che ha posto ancora
in più urgente evidenza la problematica legata ai ciclisti, che
spetta ai tecnici risolvere.
La Giunta è consapevole, da un lato, di come l’attuale
soluzione viabile, così come prospettata dai tecnici comunali della
viabilità, sia transitoria, e, dall’altro, di come sia complesso
trovare un’alternativa da parte degli uffici dei Lavori Pubblici che stanno
lavorando al progetto. Una complessità connaturata di per sé
all’intervento, ma anche dovuta agli oneri finanziari, occorrendo modifiche
strutturali per la sua realizzazione.
L’Assessore alla Viabilità Cesare Miraglia, comunque,
da tempo sollecita la predisposizione di un piano definitivo, che dovrà
permettere di passare in maniera imprescindibile dall’attuale provvedimento
ad un metodo per ampliare il tratto di strada. Solo con l’allargamento
della carreggiata, infatti, si potrà dare una giusta risposta a
tutti coloro che percorrono il cavalcavia. Nel contempo auspichiamo di
non incappare in complicazioni, che potrebbero essere legate alle autorizzazioni
da richiedere a Trenitalia; tutti ricordiamo quanto il Comune abbia dovuto
attendere, lo scorso anno, prima di poter ripristinare il parapetto del
cavalcavia danneggiato da un’auto all’altezza della ferrovia.
La Giunta è convinta che, catalizzando l’attenzione
dei tecnici sul problema, scaturirà un maggiore coordinamento che
soddisferà le esigenze degli automobilisti, dei ciclisti, dei pedoni
e delle persone diversamente abili che percorrono una fondamentale via
di collegamento con una parte importante di Alessandria.
Concludo sottolineando ancora una volta quanto sia utile
e proficuo il confronto di idee tra forze politiche al governo di una città,
in particolare quando il confronto stesso nasce dall’ascolto diretto dei
suoi abitanti”.
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| Gliamicidellebici commentano con
una lettera aperta
Caro Sindaco, lasciano alquanto perplessi alcune delle
Sue affermazioni in merito alle polemiche e alle discussioni suscitate
- anche all'interno della giunta - dalle recenti modificazioni della viabilità
sul cavalcavia del Cristo.
Perché rendono evidente come la filosofia complessiva
dell' Amministrazione comunale in fatto di mobilità urbana - contrariamente
a quanto ci si aspetterebbe da una amministrazione progressista - sia profondamente
conservatrice e visceralmente legata all'immagine di una città destinata
a muoversi praticamente solo in automobile.
Lei sostiene senza sospetto di smentite che il raddoppio
delle corsie stradali in ingresso in città sia inconfutabilmente
un dato migliorativo; è invece evidente che migliorando le condizioni
di accesso, aumenteranno le automobili in entrata; e questo non farà
altro che aumentare i problemi e i costi complessivi per la loro soluzione:
più parcheggi, più traffico, più inquinamento, più
segregazione delle fasce deboli, più incidenti, più rumore,
più manutenzione delle strade, più rotonde, più nevrosi,
più solitudine.
Nelle Sue parole non si comprendono nemmeno le ragioni
della sottolineatura - a proposito dei numerosi incidenti sul cavalcavia
tra automobili e biciclette - sul fatto che gli stessi siano "a volte anche
causati dalla disattenzione di questi ultimi" (i ciclisti naturalmente);
sicuramente è vero, a volte accade; ma a cosa è dovuta
tanta indulgenza nei confronti degli automobilisti, così generalmente
corretti e attenti, costretti a subire la fastidiosa presenza di questi
alieni disattenti - e perdipiù sfigati - che sono per definizione
i ciclisti? Oltretutto tale sottolineatura non tiene conto dei dati
statistici, che ci consegnano invece un' immagine largamente maggioritaria
dei ciclisti come vittime della irresponsabilità di molti automobilisti,
che non rispettano i limiti di velocità e i diritti di precedenza
di ciclisti e pedoni.
Traspare, purtroppo, un pregiudizio largamente diffuso,
che da parte di un amministratore con la Sua responsabilità è
preoccupante, secondo il quale i ciclisti costituirebbero un "fastidio"
per la circolazione, un problema e non una preziosa risorsa per tutta la
città: in termini di salute, di sicurezza, di risparmio economico,
di vivibilità complessiva.
Che poi il cavalcavia costituisca l'unico punto critico
di Alessandria non ancora compiutamente affrontato, pare essere un'affermazione
perlomeno azzardata: La consigliamo di percorrere corso Acqui, o di andare
fino a San Michele, o magari di provare a raggiungere Cabannette; oppure
di affrontare via Guasco (sbandierata come ZTL ma in realtà trafficata
come prima); o magari di spingersi in spalto Gamondio e di provare a uscire
da Alessandria in direzione di Spinetta: ovviamente non in auto, ma in
bicicletta, mezzo di trasporto considerato dagli esperti di mobilità
urbana come il più efficiente per percorrenze nel raggio di cinque
chilometri, e in quanto tale più idoneo anche a verificare direttamente,
muovendosi, le condizioni della mobilità.
Si renderà così conto di persona di quanto
poco (quasi nulla) sia stato fatto in questi anni per migliorare la sicurezza
di chi sceglie la bicicletta; e di quanto resti da fare (quasi tutto) per
poter dire che i problemi della mobilità in Alessandria siano stati
compiutamente affrontati.
Caro Sindaco, cascano le braccia.
Oltretutto per comunicare - in positivo - sicurezza e
bicicletta, buoni esempi da copiare ce ne sono tanti. A Lione (500.000
abitanti: 2.000 biciclette pubbliche che si prelevano ovunque con
una specie di bancomat) per strada manifesti intestati “Grande Lione” invitano
gli automobilisti a fare attenzione alle bici. A Londra, dove, come
a Parigi, le bici possono percorrere le corsie preferenziali, il
sindaco, su grandi manifesti, invita a usare la bici e cerca
consigli su come aumentare la sicurezza anche in caso di maltempo.
A Strasburgo, sede del Parlamento Europeo, sul libretto che riporta
le mappe delle ciclabili e i consigli sulla sicurezza, c’è
un disegno che mostra una corsia ciclabile in contromano in una strada
a senso unico e si legge “Controsenso in bici. Scorciatoie che consentono
di evitare i grandi assi stradali e di veder arrivare le automobili
di fronte. Gli automobilisti si abituano. Gli incidenti diminuiscono".
Caro Sindaco, quante occasioni perdute. |
| le controdeduzioni
Caro sindaco,
andare in bicicletta fa sicuramente bene alla città
e alla salute ma puo' rivelarsi pericoloso, soprattutto in Italia.
Il nostro Paese, infatti, detiene il triste primato del
numero di morti in Europa: 325 solo nel 2003, seguito dalla Francia con
249 e dall'Olanda che - comunque a fronte di un numero di ciclisti centinaia
di volte superiore a quello italiano - registra 199 decessi.
Ancora piu' impressionante e' il numero dei feriti nel
nostro Paese: ben 10.995. Sono i 'numeri' elaborati da Centauro-Asaps (Associazione
sostenitori amici polizia stradale), che ha analizzato gli ultimi dati
Istat disponibili, riferiti al 2003.
.
Nella lettera aperta che Le ho inviato alcuni giorni
fa, proponendoLe come modello Londra, Parigi o Lione, non intendevo assolutamente
indicarLe delle "città con il culto della bicicletta", (ben altri
sarebbero gli esempi in questo senso) bensì delle città i
cui sindaci hanno scelto di proporre delle campagne in cui l'immagine della
bicicletta si salda positivamente all'idea di sicurezza sulle strade.
.
ChiedendoLe una ennesima volta di intraprendere campagne
di promozione dell'uso della bicicletta in città, (ad esempio dando
un'occhiata al progetto «Studenti, muovetevi su due ruote»
promosso dalla regione Emilia-Romagna e dai comuni di Bologna, Modena e
Reggio Emilia) e di fare in modo che nelle modificazioni introdotte alla
viabilità si tenga sempre prioritariamente conto dell'utenza debole
(disabili, pedoni, ciclisti) La saluto cordialmente invitandola anche a
visitare il nostro sito, dove potrà ritrovare parte delle proposte,
delle richieste, dei suggerimenti, delle domande, degli appelli e delle
petizioni che in questi anni come associazione di cittadini attivi (anche
durante il week-end) abbiamo rivolto - pubblicamente, e purtroppo nei fatti
quasi completamente inascoltati - a Lei e alla Sua Amministrazione.
Sempre disponibili a un costruttivo confronto,
Claudio Pasero
www.gliamicidellebici.supereva.it
p.s.
le allego un piccolo elenco di piccole storie, con l'ulteriore
suggerimento di provare a verificare statisticamente quanti automobilisti
rispettino - ovviamente con l'esclusione delle ore di punta - il limite
di velocità dei 30 km/h sul cavalcavia del Cristo, secondo Lei frequentato
da ciclisti distratti, principale causa degli incidenti stradali che periodicamente
turbano il regolare flusso dei veicoli.
Manuel B.
Travolto e ucciso da un pirata della strada sotto gli
occhi dell'amico. La vittima è Manuel B., uno studente di 16 anni
che abitava a Cesate. Il tragico incidente è accaduto sabato sera,
poco dopo le 22.30, in via Roma, strada che attraversa il centro del paese
e porta a Garbagnate Milanese. Manuel, in sella alla sua bicicletta, dopo
aver trascorso la serata con alcuni coetanei, insieme a uno di loro stava
tornando a casa quando, giunto in prossimità di un parcheggio e
di un distributore di benzina, è stato investito da un'automobile
che poi, secondo i testimoni, si è allontanata a forte velocità.
«Pedalavamo tranquillamente e stavamo scherzando quando alle nostre
spalle è arrivata una vettura che ha centrato in pieno Manuel, volato
via con la sua bici», ha raccontato in lacrime l'amico agli agenti
della polizia locale. Quando sono giunti i soccorritori, l'équipe
medica del 118 e un'ambulanza della Squadra di emergenza operativa di Garbagnate,
il ragazzo era disteso sul marciapiedi in una pozza di sangue.
Le sue condizioni sono apparse subito gravissime tanto
che il medico rianimatore gli ha subito prestato le prime cure intensive
sul posto. Tutto inutile. Sono arrivati subito gli amici e i genitori di
Manuel che abitano a poche centinaia di metri dal luogo della tragedia.
Il ragazzo è stato poi trasportato nel reparto di neurochirurgia
dell'ospedale milanese di Niguarda dove però nella notte è
deceduto per delle gravi lesioni alla testa. Polizia locale e i carabinieri
di Garbagnate stanno cercando un'auto station wagon, nera o grigia (le
versioni dei testimoni sono diverse). Gli inquirenti sperano di trovare
qualche indizio nei filmati delle telecamere di due banche che si trovano
a poca distanza dal luogo della tragedia.
04.09.06
Maria Luisa Guerra
Da Corsera: «Un’auto di cui la conducente aveva
perso il controllo è piombata su un gruppo di cicloturisti, uccidendo
una donna e ferendo altre nove persone.È avvenuto ieri a Fratta
Polesine (Rovigo). La donna potrebbe aver perso il controllo del mezzo
a causa di un malore. La vittima è Maria Luisa Guerra, 48 anni,
di Badia Polesine: è stata sbalzata in un canale a causa dell’urto.
I feriti, nessuno dei quali sarebbe in pericolo di vita, sono stati ricoverati
negli ospedali di Rovigo e Trecenta».
24.08.06
Salvatore Grasso
Un uomo di 79 anni, nella mattinata di ieri, è
stato travolto e ucciso da un camion. L'incidente è avvenuto nel
centro di Milano, all'angolo tra piazzale Baracca e corso Magenta, pochi
minuti prima delle 9. Sul posto sono giunti due mezzi del 118 e la Polizia
municipale. I medici hanno tentato di salvarlo anche grazie all'aiuto dei
vigili del fuoco, giunti dal comando di viale Sardegna, che però
hanno potuto solo provvedere all'estrazione del corpo. Da alcune testimonianze
l'autista del camion avrebbe svoltato a destra mentre sul fianco giungeva
il ciclista. La vittima si chiamava Salvatore Grasso. Il camionista, un
italiano, rischia ora la denuncia per omicidio colposo.
07.08.06
Gianluca Paganini
Il 15 luglio è stato travolto da una ragazza che,
perdendo il controllo della sua vettura, ha invaso la corsia opposta ad
alta velocità tanto da proiettarlo nel giardino di una casa adiacente
dopo che, nel suo volo, aveva divelto il cancello di ferro.
La bicicletta è stata ritrovata appesa ad
un albero. Prima di morire ha ancora trovato la forza di declinare le proprie
generalità, chiedere che si salutasse la sua famiglia e informarsi
sulle condizioni di salute della sua investitrice.
Poi ha mormorato “sto malissimo…..non ce la faccio
più” ed ha chiuso gli occhi. Lascia la moglie ed i figli Filippo
di 8 ed Edoardo di 13 anni. Aveva partecipato agli europei di lungo a Fredericia
come membro della squadra italiana ed agli Ironman di Nizza e Klagenfurt.
Nel 2005 aveva invece preso parte a maratone gran fondo di bici e gare
di nuoto su lunghe distanze.
14.07.06
Adriana Cribari
Da Quotidiano.net: «Pirata della strada a
Parma. Una donna di 57 anni, Adriana Cribari, e' stata investita e uccisa
da un'auto a Casale di Mezzani. La donna, insieme al marito, rincasava
in bicicletta lungo la strada di campagna che collega Sorbolo e Colorno».
Giuseppe Botti
Da Quotidiano.net: «Uno sportello aperto
all’improvviso, magari con un pizzico di distrazione, che si para davanti
a una bici lanciata in corsa sullo stradone di via Calamandrei, in fondo
al rettilineo di Pescaiola. Può succedere, succede spesso. Ma di
solito finisce col ciclista che schiva, che vola a terra nella peggiore
delle ipotesi, con qualche graffio. A Giuseppe Botti, 73 anni, di Ponte
a Chiani, non è andata così bene. Un attimo ed è caduto
di fianco, ha battuto la testa. Poi di una vita è rimasta solo una
macchia di sangue sull’asfalto».
03.07.06
B.P. di otto anni
Da Repubblica: Travolge un bambino di 8 anni che
stava attraversando la strada, ma non si ferma a prestare soccorso e lascia
a terra il corpicino, a poca distanza dalle strisce pedonali. Il bambino,
B.P., è morto poi nell'autoambulanza del 118 mentre lo trasportavano
in ospedale, a S.Felice a Cancello nel casertano.
26.05.06
Lorenzo Necci
«Travolto da una Range Rover mentre stava facendo
una passeggiata in bicicletta. E' morto così Lorenzo Necci (nella
foto), in un incidente stradale avvenuto in provincia di Brindisi. L'ex
amministratore delegato delle Fs, 67 anni, a quanto apprende l'ADNKRONOS
è stato investito da una Range Rover mentre percorreva in bicicletta
la strada tra Fasano e Savelletri». Da La Mescolanza.
08.05.06
Cose che succedono
La mia ragazza esce in bicicletta per andare al cinema
con un’amica, io resto a casa per il mio solito mal di testa, pochi minuti,
il tempo di prendere la bici in box, sento una frenata e delle grida, non
e’ lei, mi dico, mi vesto, non allaccio neanche le scarpe, corro in strada,
non e’ lei, grazie a Dio, mi sento egoista, Veronica ha appena svoltato
l’angolo, non e’ lei ma e’ un bambino, il figlio del pizzaiolo egiziano,
avra’ sei o sette anni.
Un’auto normale, a velocita’ normale, una strada
normale, due bambini che giocano a nascondino, uno attraversa la strada
di corsa; mi hanno detto che e’ morto poco dopo, in ospedale, ho visto
la madre disperata, il padre con la maglietta sporca di sangue, persone
che piangono, l’altro bambino e sotto shock, non e’ una notizia sul giornale,
e’ vero, e proprio davanti alla porta di casa mia.
Dovremmo insegnare ai nostri figli ad avere paura,
non dovremmo farli uscire di casa, ma non e’ giusto, non vorrei doverli
crescere cosi’.
Tanto domani tutto torna come prima, e le auto
continuano a passare a ottanta all’ora fra le case, e gli incroci diventano
rotonde cosi’ si riesce ad arrivare prima, chi rispetta i limiti e’ un
pirla, d’altra parte, “cosa ci vuoi fare, sono cose che succedono”.
12.02.06
Stefania Elibani
Dal Gazzettino Online: «Era in bicicletta.
Come tutte le mattine stava andando a Zianigo, alla scuola elementare "Vittorio
Alfieri", dove insegnava alla prima elementare. È stata investita
da un camion, di quelli che trasportano terra, ad appena trecento metri
dall'istituto. È morta sul colpo. La vittima, Stefania Elibani,
aveva 41 anni ed abitava a Mirano, in via Scaltenigo 27. Era sposata con
Paolo Volpato, della sua stessa età. Non avevano figli. La vittima,
oltre a Zianigo, insegnava pure a Campocroce di Mirano, alla elementare
"Silvio Pellico".La tragedia è avvenuta in via Scortegara all'altezza
di via Marzabotto. La donna, in sella alla sua bicicletta stava percorrendo
la pista ciclabile, quando un camion che stava procedendo verso la frazione
di Zianigo, per cause ancora in corso di accertamento da parte della polizia
locale con il maggiore Ivano Berti subito arrivato sul posto, l'ha investita.
Nell'urto, come detto, la donna è finita sotto le ruote del pesante
mezzo. È morta sul colpo».
14.12.05
Luciano Tessadori
«Ombriano ha reso l''estremo saluto, ieri mattina,
a Luciano Tessadori, il pensionato di 68 anni morto mercoledì sera
a seguito di un investimento da parte di un''automobile lungo la Paullese
mentre cercava di attraversare l''arteria in bicicletta, verso le ore 17.
La gente si è raccolta in chiesa in attesa dell''arrivo della salma
dalla camera ardente allestita presso l''ospedale Maggiore cittadino dopo
il decesso avvenuto intorno alle 22 del giorno dell''incidente».
Da La Provincia.it
09.12.05
Giovanni Losa
«Un pensionato settantenne, Giovanni Losa, ha perso
la vita ieri mattina a causa delle gravi ferite rimediate in un incidente
stradale. Il drammatico episodio si è verificato poco dopo le 9
all'incrocio della via Castiglioni con la via Certosa, alla periferia sud
del paese. Al momento dell'accaduto Giovanni Losa era in sella ad una bicicletta.
Addosso a lui è finito un fuoristrada». Segnalazione di Lorenzo
da Il Giorno.
18.10.05
Libero Castano, 80 anni
SONDRIO -. Omicidio colposo e omissione di soccorso.
Questa la denuncia a carico di una donna valtellinese che l’altra sera,
ad Ardenno, dopo aver investito l’anziano ciclista Libero Castano, 80 anni,
poi trovato senza vita dai soccorritori, è fuggita in direzione
di Milano. Quando però ha sentito le sirene dell’ambulanza, ha avuto
un ripensamento e si è presentata spontaneamente alla Polstrada
cercando però di alleggerire la propria posizione.
«Ho solo urtato un corpo già esanime a terra,
forse per un malore» avrebbe dichiarato. Una versione che però
non pare coincidere con alcuni elementi già acquisiti dall’indagine.
Se l'impatto non è stato violento, come può il paraurti della
vettura essersi staccato finendo accanto alla bici della vittima? «Valutiamo
varie ipotesi», taglia corto il procuratore di Sondrio Gianfranco
Avella. Intanto il corpo di Libero Castano sarà sottoposto ad autopsia.
L'uomo, che risiedeva da solo a Sorico - i figli abitano in Svizzera -
e soffriva di vuoti di memoria: l'altra sera, potrebbe aver smarrito la
strada del ritorno a 30 chilometri da casa.
24.09.05
Giuseppe Olivieri
Scrive il Mecca: Viaggiava sulla sua graziella blu, con
le borse della spesa, forse era appena uscito dal centro commerciale li’
vicino. E’ morto cosi’ Giuseppe , in c.so Mortara , vicino a via Livorno
a Torino , schiacciato da un camion.
A quando la fine di questo massacro quotidiano?
13.09.05
Quindicenne di Centallo
«Una ragazza di 15 anni ha perso la vita questa
mattina poco dopo le 7 in un incidente sulla Cuneo - Centallo, in regione
San Quirico. La quindicenne, che viaggiava in bicicletta, probabilmente
per raggiungere la scuola, si è scontrata con un motorino e l'impatto
le è stato fatale». Segnalazione di Marco da TargatoCN
08.09.05
Ragazza di 15 anni
«Investita da un’auto mentre attraversa la strada.
Una ragazza di 15 anni è ricoverata in prognosi riservata al Policlinico
di Milano dopo che, nella tarda serata di lunedì, lungo viale Volta,
il tratto urbano dell’ex statale 591 verso Castiglione d’Adda, è
stata travolta da un’Alfa 156 condotta da un venticinquenne di Codogno».
Da Libertà Online.
07.09.05
Moamed Badreldin
«Ancora sangue sulle strade della bergamasca. Questa
volta l'incidente mortale è avvenuto a Pontirolo, in località
Fornasotto: poco dopo l'una di notte un uomo di nazionalità egiziana
(Moamed Badreldin, 29 anni, disoccupato con residenza a Milano presso uno
zio), che stava viaggiando su una bicicletta, è stato investito
e uccisa da una vettura, poi fuggita. In mattinata l'autista è stato
identificato e successivamente arrestato: è un giovane di 34 anni
di Inzago». Da l'Eco di Bergamo.
Pio Bisotti
«Ciclista in fin di vita dopo un drammatico incidente
stradale avvenuto nella tarda mattinata di ieri lungo via Boselli».
Da Libertà Online.
02.09.05
A.S.
Segnala Oltre dal Messaggero : Una passeggiata
in bicicletta insieme ad alcuni compagni si è tramutata in dramma
per A. S., un ragazzino di undici anni di Monte Urano che ieri pomeriggio,
alle 17,15, è stato investito in via Arno, nei pressi dello stadio,
da una Mercedes classe A condotta da una giovane donna residente in uno
dei centri dell'entroterra fermano. Nel terribile impatto, il bambino ha
riportato la frattura dell'avambraccio destro e altri danni. Le sue condizioni
sono state giudicate dai sanitari del 118 molto gravi, tanto da richiedere
l'intervento dell'eliambulanza. Per consentire al mezzo di atterrare, è
stata sospesa per circa 45 minuti la partita di Coppa Italia tra la formazione
locale e il Trodica. Il piccolo è stato trasferito nell'ospedale
di Torrette di Ancona dov'è ora ricoverato. I sanitari si sono riservati
la prognosi in attesa di sottoporlo a Tac. Sul luogo dell'incidente si
sono recati i carabinieri della Stazione di Monte Urano e i vigili urbani,
che hanno effettuato i rilievi del caso e provveduto alla viabilità
del tratto interessato. Il ragazzino investito è molto conosciuto
nella zona (è figlio di un artigiano del luogo) che frequenta spesso,
proprio in sella alla sua coloratissima bicicletta, insieme ad altri suoi
coetanei. Da una prima e sommaria ricostruzione dell'accaduto, pare che
la Mercedes non abbia potuto evitare il giovane ciclista sbucato d'improvviso.
L'impatto è stato fortissimo. Sul posto si è, poi, riversata,
gran parte della gente che stava seguendo la Monturanese. La donna investitrice
ancora in serata era sotto shock.
01.09.05
Laura Savoia
Non ce l'ha fatta Laura Savoia, 77 anni, la ciclista
che ieri sera era stata ricoverata in gravissime condizioni all'ospedale
Morgagni-Pierantoni di Forlì dopo che un'auto l'aveva travolta lungo
la via Cervese, mentre era in sella alla propria bicicletta. Da Romagna
Oggi.
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