botta e risposta tra gli amicidellebici e il sindaco
lettere pubblicate sulla stampa locale
Il Sindaco interviene in merito alle polemiche suscitate dalle modifiche alla viabilità sul cavalcavia del Cristo 

 “La nostra coalizione è seria – afferma il Sindaco Mara Scagni – perché non nasconde mai le discussioni, ma le affronta apertamente. Tra il fingere di essere d’accordo su una questione, celando magari perplessità, e il parlarne esplicitamente, preferisco per carattere la seconda ipotesi, che è quella scelta dai colleghi della Margherita per analizzare meglio i provvedimenti viabili attualmente applicati sul cavalcavia. Provvedimenti, peraltro, oggetto nello stesso periodo sia di approfondimento con i capigruppo di maggioranza, sia della consapevolezza, da parte mia, della complessità dell’intervento, che deve contemperare funzionalità e incolumità fisica dei cittadini.
Dopo aver discusso tra noi, il confronto deve ora proseguire obbligatoriamente con la direzione degli uffici tecnici che si sono fatti promotori dei provvedimenti viabili. Questi, infatti – prosegue il Sindaco - non possono essere considerati una scelta politica, soprattutto con riferimento al posizionamento di questo o quel cartello, o altro. Certamente alcuni interventi possono essere avvenuti in maniera non coordinata e possono non essere stati completamente spiegati agli utilizzatori del cavalcavia. 
Esiste però un fatto da cui non si può prescindere: il cavalcavia restava l’unico punto ‘critico’ di Alessandria non ancora affrontato compiutamente, sia per il numero di incidenti tra automobili e ciclisti, a volte anche causati dalla disattenzione di questi ultimi, sia per i rallentamenti sulla corsia di accesso alla città, per cui ci è stata chiesta una tempestiva soluzione da più parti. Il raddoppio delle corsie ha già consentito di fluidificare il traffico, e questo è un dato inconfutabile che ha posto ancora in più urgente evidenza la problematica legata ai ciclisti, che spetta ai tecnici risolvere. 
La Giunta è consapevole, da un lato, di come l’attuale soluzione viabile, così come prospettata dai tecnici comunali della viabilità, sia transitoria, e, dall’altro, di come sia complesso trovare un’alternativa da parte degli uffici dei Lavori Pubblici che stanno lavorando al progetto. Una complessità connaturata di per sé all’intervento, ma anche dovuta agli oneri finanziari, occorrendo modifiche strutturali per la sua realizzazione.
L’Assessore alla Viabilità Cesare Miraglia, comunque, da tempo sollecita la predisposizione di un piano definitivo, che dovrà permettere di passare in maniera imprescindibile dall’attuale provvedimento ad un metodo per ampliare il tratto di strada. Solo con l’allargamento della carreggiata, infatti, si potrà dare una giusta risposta a tutti coloro che percorrono il cavalcavia. Nel contempo auspichiamo di non incappare in complicazioni, che potrebbero essere legate alle autorizzazioni da richiedere a Trenitalia; tutti ricordiamo quanto il Comune abbia dovuto attendere, lo scorso anno, prima di poter ripristinare il parapetto del cavalcavia danneggiato da un’auto all’altezza della ferrovia.
La Giunta è convinta che, catalizzando l’attenzione dei tecnici sul problema, scaturirà un maggiore coordinamento che soddisferà le esigenze degli automobilisti, dei ciclisti, dei pedoni e delle persone diversamente abili che percorrono una fondamentale via di collegamento con una parte importante di Alessandria.
Concludo sottolineando ancora una volta quanto sia utile e proficuo il confronto di idee tra forze politiche al governo di una città, in particolare quando il confronto stesso nasce dall’ascolto diretto dei suoi abitanti”. 
 

Gliamicidellebici commentano con una lettera aperta

Caro Sindaco, lasciano alquanto perplessi alcune delle Sue affermazioni in merito alle polemiche e alle discussioni suscitate - anche all'interno della giunta - dalle recenti modificazioni della viabilità sul cavalcavia del Cristo.
Perché rendono evidente come la filosofia complessiva dell' Amministrazione comunale in fatto di mobilità urbana - contrariamente a quanto ci si aspetterebbe da una amministrazione progressista - sia profondamente conservatrice e visceralmente legata all'immagine di una città destinata a muoversi praticamente solo in automobile. 

Lei sostiene senza sospetto di smentite che il raddoppio delle corsie stradali in ingresso in città sia inconfutabilmente un dato migliorativo; è invece evidente che migliorando le condizioni di accesso, aumenteranno le automobili in entrata; e questo non farà altro che aumentare i problemi e i costi complessivi per la loro soluzione: più parcheggi, più traffico, più inquinamento, più segregazione delle fasce deboli, più incidenti, più rumore, più manutenzione delle strade, più rotonde, più nevrosi, più solitudine.

Nelle Sue parole non si comprendono nemmeno le ragioni  della sottolineatura  - a proposito dei numerosi incidenti sul cavalcavia tra automobili e biciclette - sul fatto che gli stessi siano "a volte anche causati dalla disattenzione di questi ultimi" (i ciclisti naturalmente); sicuramente è vero, a volte accade; ma a  cosa è dovuta tanta indulgenza nei confronti degli automobilisti, così generalmente corretti e attenti, costretti a subire la fastidiosa presenza di questi alieni disattenti - e perdipiù sfigati - che sono per definizione i ciclisti?  Oltretutto tale sottolineatura non tiene conto dei dati statistici, che ci consegnano invece un' immagine largamente maggioritaria dei ciclisti come vittime della irresponsabilità di molti automobilisti, che non rispettano i limiti di velocità e i diritti di precedenza di ciclisti e pedoni. 
Traspare, purtroppo, un pregiudizio largamente diffuso, che da parte di un amministratore con la Sua responsabilità è preoccupante, secondo il quale i ciclisti costituirebbero un "fastidio" per la circolazione, un problema e non una preziosa risorsa per tutta la città: in termini di salute, di sicurezza, di risparmio economico, di vivibilità complessiva.

Che poi il cavalcavia costituisca l'unico punto critico di Alessandria non ancora compiutamente affrontato, pare essere un'affermazione perlomeno azzardata: La consigliamo di percorrere corso Acqui, o di andare fino a San Michele, o magari di provare a raggiungere Cabannette; oppure di affrontare via Guasco (sbandierata come ZTL ma in realtà trafficata come prima); o magari di spingersi in spalto Gamondio e di provare a uscire da Alessandria in direzione di Spinetta: ovviamente non in auto, ma in bicicletta, mezzo  di trasporto considerato dagli esperti di mobilità urbana come il più efficiente per percorrenze nel raggio di cinque chilometri, e in quanto tale più idoneo anche a verificare direttamente, muovendosi, le condizioni della mobilità.
Si renderà così conto di persona di quanto poco (quasi nulla) sia stato fatto in questi anni per migliorare la sicurezza di chi sceglie la bicicletta; e di quanto resti da fare (quasi tutto) per poter dire che i problemi della mobilità in Alessandria siano stati compiutamente affrontati.

Caro Sindaco, cascano le  braccia.
Oltretutto per comunicare - in positivo - sicurezza e bicicletta, buoni esempi da  copiare ce ne sono tanti. A Lione (500.000 abitanti:  2.000 biciclette pubbliche che si prelevano ovunque con  una specie di bancomat) per strada manifesti intestati “Grande Lione” invitano gli  automobilisti a fare attenzione alle bici. A Londra, dove, come a Parigi, le bici  possono percorrere le corsie preferenziali, il sindaco,  su grandi manifesti, invita a usare  la bici e cerca consigli su come aumentare la  sicurezza anche in caso di maltempo. A Strasburgo, sede del Parlamento Europeo, sul  libretto che riporta le mappe delle ciclabili e i  consigli sulla sicurezza, c’è un disegno che mostra  una corsia ciclabile in contromano in una strada a senso  unico e si legge “Controsenso in bici. Scorciatoie che consentono di evitare i grandi assi stradali  e di veder arrivare le automobili di fronte. Gli automobilisti si abituano. Gli incidenti diminuiscono". 
Caro Sindaco, quante occasioni  perdute.

Risposta del Sindaco di Alessandria alla lettera de’’Gliamicidellabici’

 Gentile Signor Pasero,
rimango stupita sia dei contenuti sia dei toni con cui mi rivolge la sua lettera aperta (è un peccato, tra l’altro, che l’abbia inviata al mio ufficio di sabato, quando il Comune è chiuso, altrimenti avrei potuto risponderle subito, e non due giorni dopo, leggendola sugli organi di informazione prima di sapere di averla sulla mia scrivania).
Comunque, mi dispiace doverla contraddire, ma non posso accettare che lei scriva che la mia Amministrazione è “conservatrice e legata all’immagine di una città destinata a muoversi solo in automobile”: anche chi non e’ solito andare in bicicletta ha capito quali e quanti sforzi stiamo compiendo per favorire l’uso delle due ruote. Credo che lei sappia benissimo che la scelta di istituire la Zona a Traffico Limitato non può certo essere vista come un provvedimento a favore della circolazione delle auto, e la realizzazione di nuove piste ciclabili, su un progetto presentato appena dopo il nostro insediamento, smentisce la sua versione, in base alla quale i ciclisti per il Comune sarebbero un fastidio o un problema, e non una risorsa. Gli stessi provvedimenti viabili in atto sul cavalcavia hanno l’obiettivo di separare gli automobilisti dai ciclisti, e i ciclisti dai pedoni, proprio per salvaguardare le ‘categorie’ più deboli di utenti della strada. Dopo anni di vero dimenticatoio, siamo stati la mia Giunta ed io i primi a pensare alla loro incolumità e a quali interventi adottare per tutelarla. 
Quella che poi lei chiama “sottolineatura” a proposito degli incidenti a volte causati dalla disattenzione dei ciclisti, prendo atto di come il riferimento l’abbia particolarmente toccata, e le comunico che, nelle mie intenzioni, non volevo offendere alcuno bensì fare un appello alla disciplina: un appello che lei, da ‘Amicodellebici’ dovrebbe solo condividere e apprezzare. 
Le sono poi grata di avermi elencato alcune città europee votate al culto delle bici: penso che anche Lione e Londra, però, prima di diventare ‘buoni esempi da copiare’, un giorno abbiano dovuto partire da zero, come abbiamo fatto noi. Anzi, magari nelle altre città gli amici delle bici hanno partecipato in maniera costruttiva al dialogo con le Istituzioni, facendo qualche proposta; ad Alessandria, purtroppo, gli Amicidellebici hanno finora solo criticato e giudicato da fuori, senza dare mai alcun suggerimento.

Mara Scagni 
 

le controdeduzioni

Caro sindaco,
andare in bicicletta fa sicuramente bene alla città e alla salute ma puo' rivelarsi pericoloso, soprattutto in Italia. 
Il nostro Paese, infatti, detiene il triste primato del numero di morti in Europa: 325 solo nel 2003, seguito dalla Francia con 249 e dall'Olanda che - comunque a fronte di un numero di ciclisti centinaia di volte superiore a quello italiano - registra 199 decessi. 
Ancora piu' impressionante e' il numero dei feriti nel nostro Paese: ben 10.995. Sono i 'numeri' elaborati da Centauro-Asaps (Associazione sostenitori amici polizia stradale), che ha analizzato gli ultimi dati Istat disponibili, riferiti al 2003.
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Nella lettera aperta che Le ho inviato alcuni giorni fa, proponendoLe come modello Londra, Parigi o Lione, non intendevo assolutamente indicarLe delle "città con il culto della bicicletta", (ben altri sarebbero gli esempi in questo senso) bensì delle città i cui sindaci hanno scelto di proporre delle campagne in cui l'immagine della bicicletta si salda positivamente all'idea di sicurezza sulle strade. 
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ChiedendoLe una ennesima volta di intraprendere campagne di promozione dell'uso della bicicletta in città, (ad esempio dando un'occhiata al progetto «Studenti, muovetevi su due ruote» promosso dalla regione Emilia-Romagna e dai comuni di Bologna, Modena e Reggio Emilia) e di fare in modo che nelle modificazioni introdotte alla viabilità si tenga sempre prioritariamente conto dell'utenza debole (disabili, pedoni, ciclisti) La saluto cordialmente invitandola anche a visitare il nostro sito, dove potrà ritrovare parte delle proposte, delle richieste, dei suggerimenti, delle domande, degli appelli e delle petizioni che in questi anni come associazione di cittadini attivi (anche durante il week-end) abbiamo rivolto - pubblicamente, e purtroppo nei fatti quasi completamente inascoltati - a Lei e alla Sua Amministrazione.
Sempre disponibili a un costruttivo confronto,
Claudio Pasero
www.gliamicidellebici.supereva.it
 
 

p.s.
le allego un piccolo elenco di piccole storie, con l'ulteriore suggerimento di provare a verificare statisticamente quanti automobilisti rispettino - ovviamente con l'esclusione delle ore di punta - il limite di velocità dei 30 km/h sul cavalcavia del Cristo, secondo Lei frequentato da ciclisti distratti, principale causa degli incidenti stradali che periodicamente turbano il regolare flusso dei veicoli.
 
 
 

Manuel B.
Travolto e ucciso da un pirata della strada sotto gli occhi dell'amico. La vittima è Manuel B., uno studente di 16 anni che abitava a Cesate. Il tragico incidente è accaduto sabato sera, poco dopo le 22.30, in via Roma, strada che attraversa il centro del paese e porta a Garbagnate Milanese. Manuel, in sella alla sua bicicletta, dopo aver trascorso la serata con alcuni coetanei, insieme a uno di loro stava tornando a casa quando, giunto in prossimità di un parcheggio e di un distributore di benzina, è stato investito da un'automobile che poi, secondo i testimoni, si è allontanata a forte velocità. «Pedalavamo tranquillamente e stavamo scherzando quando alle nostre spalle è arrivata una vettura che ha centrato in pieno Manuel, volato via con la sua bici», ha raccontato in lacrime l'amico agli agenti della polizia locale. Quando sono giunti i soccorritori, l'équipe medica del 118 e un'ambulanza della Squadra di emergenza operativa di Garbagnate, il ragazzo era disteso sul marciapiedi in una pozza di sangue. 
Le sue condizioni sono apparse subito gravissime tanto che il medico rianimatore gli ha subito prestato le prime cure intensive sul posto. Tutto inutile. Sono arrivati subito gli amici e i genitori di Manuel che abitano a poche centinaia di metri dal luogo della tragedia. Il ragazzo è stato poi trasportato nel reparto di neurochirurgia dell'ospedale milanese di Niguarda dove però nella notte è deceduto per delle gravi lesioni alla testa. Polizia locale e i carabinieri di Garbagnate stanno cercando un'auto station wagon, nera o grigia (le versioni dei testimoni sono diverse). Gli inquirenti sperano di trovare qualche indizio nei filmati delle telecamere di due banche che si trovano a poca distanza dal luogo della tragedia.
 04.09.06

Maria Luisa Guerra
Da Corsera: «Un’auto di cui la conducente aveva perso il controllo è piombata su un gruppo di cicloturisti, uccidendo una donna e ferendo altre nove persone.È avvenuto ieri a Fratta Polesine (Rovigo). La donna potrebbe aver perso il controllo del mezzo a causa di un malore. La vittima è Maria Luisa Guerra, 48 anni, di Badia Polesine: è stata sbalzata in un canale a causa dell’urto. I feriti, nessuno dei quali sarebbe in pericolo di vita, sono stati ricoverati negli ospedali di Rovigo e Trecenta».
24.08.06

Salvatore Grasso
 Un uomo di 79 anni, nella mattinata di ieri, è stato travolto e ucciso da un camion. L'incidente è avvenuto nel centro di Milano, all'angolo tra piazzale Baracca e corso Magenta, pochi minuti prima delle 9. Sul posto sono giunti due mezzi del 118 e la Polizia municipale. I medici hanno tentato di salvarlo anche grazie all'aiuto dei vigili del fuoco, giunti dal comando di viale Sardegna, che però hanno potuto solo provvedere all'estrazione del corpo. Da alcune testimonianze l'autista del camion avrebbe svoltato a destra mentre sul fianco giungeva il ciclista. La vittima si chiamava Salvatore Grasso. Il camionista, un italiano, rischia ora la denuncia per omicidio colposo.
07.08.06

Gianluca Paganini
Il 15 luglio è stato travolto da una ragazza che, perdendo il controllo della sua vettura, ha invaso la corsia opposta ad alta velocità tanto da proiettarlo nel giardino di una casa adiacente dopo che, nel suo volo, aveva divelto il cancello di ferro.
 La bicicletta è stata ritrovata appesa ad un albero. Prima di morire ha ancora trovato la forza di declinare le proprie generalità, chiedere che si salutasse la sua famiglia e informarsi sulle condizioni di salute della sua investitrice.
 Poi ha mormorato “sto malissimo…..non ce la faccio più” ed ha chiuso gli occhi. Lascia la moglie ed i figli Filippo di 8 ed Edoardo di 13 anni. Aveva partecipato agli europei di lungo a Fredericia come membro della squadra italiana ed agli Ironman di Nizza e Klagenfurt. Nel 2005 aveva invece preso parte a maratone gran fondo di bici e gare di nuoto su lunghe distanze.
14.07.06

Adriana Cribari
 Da Quotidiano.net: «Pirata della strada a Parma. Una donna di 57 anni, Adriana Cribari, e' stata investita e uccisa da un'auto a Casale di Mezzani. La donna, insieme al marito, rincasava in bicicletta lungo la strada di campagna che collega Sorbolo e Colorno».

Giuseppe Botti
 Da Quotidiano.net: «Uno sportello aperto all’improvviso, magari con un pizzico di distrazione, che si para davanti a una bici lanciata in corsa sullo stradone di via Calamandrei, in fondo al rettilineo di Pescaiola. Può succedere, succede spesso. Ma di solito finisce col ciclista che schiva, che vola a terra nella peggiore delle ipotesi, con qualche graffio. A Giuseppe Botti, 73 anni, di Ponte a Chiani, non è andata così bene. Un attimo ed è caduto di fianco, ha battuto la testa. Poi di una vita è rimasta solo una macchia di sangue sull’asfalto».
03.07.06

B.P. di otto anni
 Da Repubblica: Travolge un bambino di 8 anni che stava attraversando la strada, ma non si ferma a prestare soccorso e lascia a terra il corpicino, a poca distanza dalle strisce pedonali. Il bambino, B.P., è morto poi nell'autoambulanza del 118 mentre lo trasportavano in ospedale, a S.Felice a Cancello nel casertano.
26.05.06

Lorenzo Necci
«Travolto da una Range Rover mentre stava facendo una passeggiata in bicicletta. E' morto così Lorenzo Necci (nella foto), in un incidente stradale avvenuto in provincia di Brindisi. L'ex amministratore delegato delle Fs, 67 anni, a quanto apprende l'ADNKRONOS è stato investito da una Range Rover mentre percorreva in bicicletta la strada tra Fasano e Savelletri». Da La Mescolanza.
08.05.06

Cose che succedono
La mia ragazza esce in bicicletta per andare al cinema con un’amica, io resto a casa per il mio solito mal di testa, pochi minuti, il tempo di prendere la bici in box, sento una frenata e delle grida, non e’ lei, mi dico, mi vesto, non allaccio neanche le scarpe, corro in strada, non e’ lei, grazie a Dio, mi sento egoista, Veronica ha appena svoltato l’angolo, non e’ lei ma e’ un bambino, il figlio del pizzaiolo egiziano, avra’ sei o sette anni.
 Un’auto normale, a velocita’ normale, una strada normale, due bambini che giocano a nascondino, uno attraversa la strada di corsa; mi hanno detto che e’ morto poco dopo, in ospedale, ho visto la madre disperata, il padre con la maglietta sporca di sangue, persone che piangono, l’altro bambino e sotto shock, non e’ una notizia sul giornale, e’ vero, e proprio davanti alla porta di casa mia.
 Dovremmo insegnare ai nostri figli ad avere paura, non dovremmo farli uscire di casa, ma non e’ giusto, non vorrei doverli crescere cosi’.
 Tanto domani tutto torna come prima, e le auto continuano a passare a ottanta all’ora fra le case, e gli incroci diventano rotonde cosi’ si riesce ad arrivare prima, chi rispetta i limiti e’ un pirla, d’altra parte, “cosa ci vuoi fare, sono cose che succedono”.
 12.02.06

Stefania Elibani
 Dal Gazzettino Online: «Era in bicicletta. Come tutte le mattine stava andando a Zianigo, alla scuola elementare "Vittorio Alfieri", dove insegnava alla prima elementare. È stata investita da un camion, di quelli che trasportano terra, ad appena trecento metri dall'istituto. È morta sul colpo. La vittima, Stefania Elibani, aveva 41 anni ed abitava a Mirano, in via Scaltenigo 27. Era sposata con Paolo Volpato, della sua stessa età. Non avevano figli. La vittima, oltre a Zianigo, insegnava pure a Campocroce di Mirano, alla elementare "Silvio Pellico".La tragedia è avvenuta in via Scortegara all'altezza di via Marzabotto. La donna, in sella alla sua bicicletta stava percorrendo la pista ciclabile, quando un camion che stava procedendo verso la frazione di Zianigo, per cause ancora in corso di accertamento da parte della polizia locale con il maggiore Ivano Berti subito arrivato sul posto, l'ha investita. Nell'urto, come detto, la donna è finita sotto le ruote del pesante mezzo. È morta sul colpo».
14.12.05

Luciano Tessadori
«Ombriano ha reso l''estremo saluto, ieri mattina, a Luciano Tessadori, il pensionato di 68 anni morto mercoledì sera a seguito di un investimento da parte di un''automobile lungo la Paullese mentre cercava di attraversare l''arteria in bicicletta, verso le ore 17. La gente si è raccolta in chiesa in attesa dell''arrivo della salma dalla camera ardente allestita presso l''ospedale Maggiore cittadino dopo il decesso avvenuto intorno alle 22 del giorno dell''incidente». Da La Provincia.it 
09.12.05

Giovanni Losa
«Un pensionato settantenne, Giovanni Losa, ha perso la vita ieri mattina a causa delle gravi ferite rimediate in un incidente stradale. Il drammatico episodio si è verificato poco dopo le 9 all'incrocio della via Castiglioni con la via Certosa, alla periferia sud del paese. Al momento dell'accaduto Giovanni Losa era in sella ad una bicicletta. Addosso a lui è finito un fuoristrada». Segnalazione di Lorenzo da Il Giorno.
 18.10.05

Libero Castano, 80 anni
 SONDRIO -. Omicidio colposo e omissione di soccorso. Questa la denuncia a carico di una donna valtellinese che l’altra sera, ad Ardenno, dopo aver investito l’anziano ciclista Libero Castano, 80 anni, poi trovato senza vita dai soccorritori, è fuggita in direzione di Milano. Quando però ha sentito le sirene dell’ambulanza, ha avuto un ripensamento e si è presentata spontaneamente alla Polstrada cercando però di alleggerire la propria posizione. 
«Ho solo urtato un corpo già esanime a terra, forse per un malore» avrebbe dichiarato. Una versione che però non pare coincidere con alcuni elementi già acquisiti dall’indagine. Se l'impatto non è stato violento, come può il paraurti della vettura essersi staccato finendo accanto alla bici della vittima? «Valutiamo varie ipotesi», taglia corto il procuratore di Sondrio Gianfranco Avella. Intanto il corpo di Libero Castano sarà sottoposto ad autopsia. L'uomo, che risiedeva da solo a Sorico - i figli abitano in Svizzera - e soffriva di vuoti di memoria: l'altra sera, potrebbe aver smarrito la strada del ritorno a 30 chilometri da casa.
24.09.05

Giuseppe Olivieri
Scrive il Mecca: Viaggiava sulla sua graziella blu, con le borse della spesa, forse era appena uscito dal centro commerciale li’ vicino. E’ morto cosi’ Giuseppe , in c.so Mortara , vicino a via Livorno a Torino , schiacciato da un camion.
 A quando la fine di questo massacro quotidiano?
 13.09.05

Quindicenne di Centallo
«Una ragazza di 15 anni ha perso la vita questa mattina poco dopo le 7 in un incidente sulla Cuneo - Centallo, in regione San Quirico. La quindicenne, che viaggiava in bicicletta, probabilmente per raggiungere la scuola, si è scontrata con un motorino e l'impatto le è stato fatale». Segnalazione di Marco da TargatoCN 
08.09.05

Ragazza di 15 anni
«Investita da un’auto mentre attraversa la strada. Una ragazza di 15 anni è ricoverata in prognosi riservata al Policlinico di Milano dopo che, nella tarda serata di lunedì, lungo viale Volta, il tratto urbano dell’ex statale 591 verso Castiglione d’Adda, è stata travolta da un’Alfa 156 condotta da un venticinquenne di Codogno». Da Libertà Online.
07.09.05

Moamed Badreldin
«Ancora sangue sulle strade della bergamasca. Questa volta l'incidente mortale è avvenuto a Pontirolo, in località Fornasotto: poco dopo l'una di notte un uomo di nazionalità egiziana (Moamed Badreldin, 29 anni, disoccupato con residenza a Milano presso uno zio), che stava viaggiando su una bicicletta, è stato investito e uccisa da una vettura, poi fuggita. In mattinata l'autista è stato identificato e successivamente arrestato: è un giovane di 34 anni di Inzago». Da l'Eco di Bergamo.

Pio Bisotti
«Ciclista in fin di vita dopo un drammatico incidente stradale avvenuto nella tarda mattinata di ieri lungo via Boselli». Da Libertà Online.
02.09.05

A.S.
 Segnala Oltre dal Messaggero : Una passeggiata in bicicletta insieme ad alcuni compagni si è tramutata in dramma per A. S., un ragazzino di undici anni di Monte Urano che ieri pomeriggio, alle 17,15, è stato investito in via Arno, nei pressi dello stadio, da una Mercedes classe A condotta da una giovane donna residente in uno dei centri dell'entroterra fermano. Nel terribile impatto, il bambino ha riportato la frattura dell'avambraccio destro e altri danni. Le sue condizioni sono state giudicate dai sanitari del 118 molto gravi, tanto da richiedere l'intervento dell'eliambulanza. Per consentire al mezzo di atterrare, è stata sospesa per circa 45 minuti la partita di Coppa Italia tra la formazione locale e il Trodica. Il piccolo è stato trasferito nell'ospedale di Torrette di Ancona dov'è ora ricoverato. I sanitari si sono riservati la prognosi in attesa di sottoporlo a Tac. Sul luogo dell'incidente si sono recati i carabinieri della Stazione di Monte Urano e i vigili urbani, che hanno effettuato i rilievi del caso e provveduto alla viabilità del tratto interessato. Il ragazzino investito è molto conosciuto nella zona (è figlio di un artigiano del luogo) che frequenta spesso, proprio in sella alla sua coloratissima bicicletta, insieme ad altri suoi coetanei. Da una prima e sommaria ricostruzione dell'accaduto, pare che la Mercedes non abbia potuto evitare il giovane ciclista sbucato d'improvviso. L'impatto è stato fortissimo. Sul posto si è, poi, riversata, gran parte della gente che stava seguendo la Monturanese. La donna investitrice ancora in serata era sotto shock.
01.09.05

Laura Savoia
Non ce l'ha fatta Laura Savoia, 77 anni, la ciclista che ieri sera era stata ricoverata in gravissime condizioni all'ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì dopo che un'auto l'aveva travolta lungo la via Cervese, mentre era in sella alla propria bicicletta. Da Romagna Oggi.
 

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