| La dissennata politica dei trasporti portata
avanti dalle diverse amministrazioni locali e nazionali negli ultimi anni
sta provocando effetti negativi sia per quanto riguarda la qualità
dei servizi, sia nei confronti dell’ambiente.
La riduzione e il degrado progressivo dei servizi e delle infrastrutture del trasporto pubblico sono sotto gli occhi di tutti, e ancora più gravi se confrontati con la media della situazione europea; anche nell’alessandrino paghiamo lo scotto di una politica poco lungimirante che non ha voluto o non è stata in grado di pianificare lo sviluppo equilibrato del territorio. Sono state tagliate negli anni molte delle linee ferroviarie locali, sostituendole col trasporto su gomma o eliminandole del tutto; chi sceglie il treno per spostarsi o è un eroe, o un martire, o uno sfigato, visti i disagi crescenti cui è sottoposto senza possibilità di contrattare il peggioramento costante del servizio. E’ quasi inevitabile la scelta del mezzo privato;
il risultato lo vediamo ogni giorno: ad esempio percorrendo la ex S.S.
10 tra Alessandria e Spinetta, che si è trasformata in un calvario
per chi la deve utilizzare.
La soluzione potrebbe invece essere quella di migliorare nettamente la quantità e la qualità del servizio pubblico, attraverso la realizzazione per esempio nel caso specifico, di una linea ferrata di metropolitana di superficie che, grazie alla realizzazione di un adeguato parcheggio a Spinetta e di opportune possibilità di interscambio modale (navette, biciclette) ad Alessandria contribuirebbe a risolvere contemporaneamente più problemi: traffico, parcheggi, inquinamento, socialità. Ci si chiede perché una tale ipotesi, che
risulterebbe normale in buona parte d’Europa, debba essere qui considerata
marziana.
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